giovedì, 13 settembre 2007 /


 

L'ombra della kenzia sul pavimento bianco e freddo ricorda un nido, le spine all'esterno e dentro il morbido, imparare a volare e la severità. Mi siedo al centro e sembro una divinità indù, incrocio le gambe. Le nottate riscaldate dal portatile, illuminate dallo schermo e dalle ditate che vi ho lasciato, veicolano un rapporto anche fisico: la mente occupata da quello che c'è dentro e il corpo riscaldato, illuminato. Le mie gambe ora stringono il vuoto, la voglia. L'inverno fa capolino rassicurante. È che io mi sento più protetta, coperta da strati e strati di tessuto, mi sento più lontana dal mondo. Ed io devo sempre sottolineare il mio distacco, quanto più possibile. Tenere le distanze, allontanare. Le borchie, il cappuccio. La scontrosità.

Ieri sera c'era troppo freddo. Uscivamo, ci raffreddavamo, e poi tornavamo in macchina a tremare. Dopo un po' il non sapere dove andare ci distraeva. Questa estate la devo a lei. Quest'estate così strana, fuori dal normale. Vuota, piatta, asociale. Ma c'era lei e allora su tutto questo si rideva su. Si rideva dei concerti vuoti, ci si divertiva col nostro alcol solitario e le confidenze e le allegre chiacchiere riempivano le serate senza meta e le nottate che si concludevano cornetto e cappuccino alle sei. Quanto possono scambiarsi due persone, quante cose possono dirsi senza mai esaurire l'interesse reciproco? Io credo che con lei potrei continuare a parlarci anche tutta una vita, tra le pause, i silenzi e la solitudine e poi di nuovo ritrovare ogni volta la carica per ricominciare, riprendersi e piangere anche insieme pensando alla fine. Che poi non è che si tratti di una fine. Sono solo situazioni che cambiano, distanze che aumentano. E non vorrei che si perdesse l'intimità di questa bella e particolare estate. Mi sembra a volte di stare per abbandonarla, la coscienza scalpita e non trovo pace. Ma imparerà a fidare sulle sue forze e troverà, lei così speciale, qualcun altro su cui riversare il suo morbido e confortevole affetto, qualcun altro con cui stare bene e passare il tempo a decidere cosa fare. E chi se lo aspettava che saremmo diventate così, noi due. Che avremmo condiviso tanto e ci saremmo conosciute così a fondo. Poi rischio di diventare patetica e se mi date una bottiglia di tequila piango anche. Perchè non ho alcuna voglia di perderla. Perchè è l'unica cosa che mi mancherà. Ora basta. Festeggiamo. C'è ancora qualche giorno. Stasera usciamo. E non pensiamo a niente.


Io sono giunta alla mia svolta. Aspettavo questo momento da almeno quattro anni. Vado via. Ora devo solo impegnarmi ed essere felice. Questo blog non ha più ragione d'esistere.





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sabato, 28 luglio 2007 /


Per la serie “conversazioni da ricordare”, gustatevi questa chicca.

 

JIMMY :CIAPO

Utopia ciao

JIMMY :CHI SEI?

JIMMY EI?

Utopia ehm...chi sei tu!  (ma vi pare!)

JIMMY ke?(…coglione che sei!)

JIMMY ops

JIMMY SCUSA (ma prego!)

JIMMY IO SONO

JIMMY BATMAN (ma davvero?!?)

JIMMY ops (gli piace, la parolina!)

JIMMY JIMMY (aaaah! Ora sì che tutto mi è chiaro!)

Utopia io catwoman -.-"  (ecco che entra in scena la mia ironia pungente :P)

JIMMY woow (felice come chi ha appena incontrato la sua anima gemella)

JIMMY SCOOMETTO CHE SEI QUELLA DELLA FOTO E CHE UTOPIA NON E IL TUO NOME (!!!)

Utopia minchia che genio! (niente da aggiungere)

JIMMY LO SO LO SO A VOLTE MI VENGONO QUESTE INTUIZIONI BRILLANTI (se lo dici tu!)

JIMMY MA NON TI HO DETTO NIENTE

Utopia ah, no? (sentiamo che viene ancora)

JIMMY MI CAPITA TUTTE

JIMMY LE NOTTI CHE SE MI STENDO

JIMMY SUL LETTO PERDO CONOSCENZA PER ORE (e qui comincia a sparare cazzate a raffica)

JIMMY MI PREOCCUPA (anche me, a dir la verità…)

Utopia ora non è notte, mi pare (quindi come la giustifichi questa tua performance?)

JIMMY SISI LO SO (meno male, dai)

JIMMY ADESSO SONO COSCIENTE (ah!)

Utopia davvero?

JIMMY SI CREDO (crede…)

JIMMY TU?

Utopia no, io non credo (che tu sia cosciente, s’intende)

JIMMY PERFETTO (come no! Strabiliante!)

JIMMY DOVE CI SIAMO CONOSCIUTI?

Utopia io non t'ho mai conosciuto (rendiamo grazie a Dio)

JIMMY AH

JIMMY DA DOVE DIGITI? (ed ecco che fa anche sfoggio di una terminologia tecnica!)

Utopia benevento

JIMMY IN PROVINCIA DI? (tua madre)

Utopia ehm...benevento

JIMMY ops

JIMMY SCUSA LA MIA TAMARRA IGNORANZA (l’hai detto)

.

Ora, dico io, no. Ma tutti a me devono capitare?

Vorrei tanto che ci fosse un seppur facilissimo test da superare per poter essere ammessi nella lista dei miei contatti. Se ci fosse qualche informatico di passaggio talmente bendisposto da trovarmi una soluzione del genere, gli sarei riconoscente a vita.

.

E ancora.

.

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] wewe

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] assia (è un insulto, un diminutivo o cosa?)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] sn la sorella di letizia (ah! tanto piacere!)

Utopia e chi è letizia? (ma come sono scontrosa, ruvida, intrattabile!)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] quella della 3d e faceva il dopo scuola cn te da Emanuela ( io doposcuola? Che fai, insinui?)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] io sn elisabetta (per quel che mi riguarda puoi essere anche la regina in persona)

Utopia non ho l'onore di conoscere queste persone (ma come sono altezzosa, acida, snob!)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] ma haoi capito ki sn ??? (secondo te?)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] la figlia di rosaria l'estetista (ecco svelato l’arcano! – poi dite che le conoscenze virtuali non servono, se non abita in cima al mondo potrei sempre scroccarmi qualche ceretta gratis-)

Utopia no (quel che si dice risposta secca e sincera)

Utopia bah (nel senso “e nemmeno voglio saperlo”)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] quella ke viene a fare i piedi a tua madre (mamma, da quant’è che fai venire questa gente in casa? E senza dirmi niente, tra l’altro!)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] ma 6 assia sarpa??? (ripensandoci, avrei potuto spacciarmi per lei…)

Utopia no (…e invece la mia onestà riesce sempre a scacciare le devianti tentazioni)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] e ki assia 6 ??cm fai di cognome?? (ma l’avete letta? Chi assia sono? Cos’è, una nuova domanda in codice? Ah, questi ragazzini informatici, non si riesce mai a tenere il passo! Io ero rimasta a ‘quante tette hai?’, come riferisce Celeste quando ridiamo insieme – io due, e tu?-)

Utopia mi chiamo caterina (credevi davvero che andassi sventolando il mio cognome ai quattro venti, lasciando che tu lo turpiloquiassi storcendo il naso e avvicinandoti allo schermo come per leggere una parola impronunciabile?)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] a okok (come sono felice! Mi ha accettata per quella che sono!)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] ma in ke scuola stai???

 [c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] cm fai di cognome?? (fai troppe domande e a me non va di risponderti)

[c=33](*)(L)(S)vivace(S)(L)(*)[/c] va be cmq ciao è stato un piacere conoscert (AHAHAHAHAH!!! )

 

 



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lunedì, 02 luglio 2007 /


Se solo ci fosse stato qualcosa da dire lì, tra quelle lacrime. E invece gli occhi si sono abbassati sul libro di letteratura, e le parole si rifiutavano di significare qualcosa, mentre soppesavo nella mia mente quello che avrei potuto dire provando un improvviso spavento di quel vuoto.
Così si consuma una tragedia, nel silenzio, nelle frasi forzatamente superficiali da pronunciare a tavola mentre le labbra si atteggiano in un vero sorriso di finta serenità. Mentre ieri mi sentivo mostruosamente indifferente, oggi ho pianto da bagnare le lenzuola e sono tornata ad implorare un Dio che avevo dimenticato. Ogni tanto mi sorprendo a pensare cose orribili e me ne vergogno. Io non voglio, non voglio. Ma conta poi qualcosa la mia volontà? Ho promesso a me stessa che se supereremo felicemente questo momento io sarò la persona più allegra che mi sia mai capitato di conoscere, sarò grata, riconoscente di quello che ho, smetterò di lambiccarmi con problemi mentali e quindi falsi, smetterò di credermi infelice per nulla.
 
Vorrei implorare tutte quelle persone che si tormentano con problemi esistenziali e che si crogiolano nello stare male come me un tempo, di smetterla e scegliere di essere felici. Perché si tratta di una semplice scelta, che vi prego di fare. Perché capiteranno momenti in cui non tutto dipenderà dalle nostre scelte.
 
Combatto con le mani legate dietro la schiena e gli occhi bendati contro un nemico che non so nemmeno che aspetto abbia.
 
Ma è il corpo che comanda, credetemi. E la realtà è quella che si tocca.




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domenica, 01 luglio 2007 /


Le palpebre bruciano battendo e la birra guizza nello stomaco come un ricordo ancora vivo.
Ma infine c’è poi tanta differenza, vita o morte?
Il destino è un errore, dicevo, e la coerenza è una gabbia.
Ma allora
Allora lasciamoci andare, via.
 
Questa è la fine, spero/desidero/voglio.




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martedì, 29 maggio 2007 /


-         Quanti anni ha ora? – gli chiese di nuovo.
-         Trent’anni, signora.
-         Trent’anni – ripetè – ma non sono stati felici, vero?
Il signor Friedemann scosse il capo e le sue labbra tremarono.
-         No – disse – sono stati anni di menzogna, di presunzione.
-         Lei si è finto felice?
-         Ho tentato – disse Johannes e la donna di rimando:
-         È stato un atto di coraggio.
Si consumò un minuto. Solo i grilli ora frinivano, leggeri da dietro gli alberi.
-         Io me ne intendo un po’ di infelicità – rispose Gerda – certe notti d’estate sono la cura migliore.
.
.
[Il piccolo signor Friedemann - Racconti - Thomas Mann]




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mercoledì, 16 maggio 2007 /


L’anfratto scuro, sigillato da due
violente e morbide pennellate di vermiglio,
svelandosi schiude esalazioni di anima pura,
bianca e vera.
E mentre i pensieri racchiusi in parole
s’inerpicano su per l’evanescente viso,
ciglia affilate come machete ne scindono il senso,
lasciando il vermiglio, solo,
ad affogare i miei occhi.
                                               Labbra
come cura, diga di vivo acume
fluidificato in limpida voce.
Bianca la pelle,
come una ragnatela abbandonata
che vibra appena
sotto il flebile peso della rugiada,
ed è tutto quello che ha da sostenere,
ed è quanto di più prezioso possa immaginare
di sfiorare.
                        Così la pelle,
orgogliosa, abbraccia cauta
dentro di sé
il più affascinante dei misteri,
e in squarci roventi,
scure e profonde cavità
di bellezza,
ne lascia quasi intendere
l’inestimabilità.
.
.
.
.
.
.
[Se per un momento ho abbandonato la prosa è stato per raggiungere chi ha nella poesia la sua vera essenza.]




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venerdì, 11 maggio 2007 /


Venerdì, 11 maggio 2007. Sono le 13: 38 e la temperatura dell'aria è di 26,8 gradi.

Il mio stato nevrotico è avanzato, ed io sono maggiorenne.

Di quest'ultima precisazione me ne ricorderò per il resto della mia vita.

Ogni altra cosa tra qualche minuto sarà come se non l'avessi mai vissuta.





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domenica, 15 aprile 2007 /


La vita o la si vive o la si scrive.

[Ed io ci credo?]





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martedì, 13 febbraio 2007 /


Conversazione con una tipica sedicenne che mi sono ritrovata non so come nella lista dei contatti MSN.
Roba del genere mi scoraggia profondamente riguardo il futuro dell’umanità.
 
Marty: ki sei (Legittima domanda. Passi pure.)
Utopia [con il nick “I feel cold as a razor blade, tight as a tourniquet, dry as a funeral drum.”] : chi sei tu. (Risposta legittimamente acida.)
Marty :io sn martina tu'
Utopia: utopia
Marty :ciaooo ma ki sei? (Mah. Non avrà capito la risposta.)
Marty :io sn martina (L’hai già detto.)
Utopia: Utopia says: utopia (Anche io l’ho già detto e non lo riscrivo.)
Marty : ma sei inglese? (È qui che comincia a venir fuori la sua vera essenza)
Utopia:yes, of course
Utopia:in realtà
Utopia:sono originaria di londra (Dopo averla capita posso cominciare a sparare palle.Non ho detto direttamente che sono inglese e basta perchè avevo già parlato in italiano. Ma dalle successive scoperte ho dedotto che avrei potuto tranquillamente dirle qualsiasi cosa)
Marty :a cpt
Marty :ma parli italiano??  (Ah, perché finora ho parlato ostrogoto!)
Marty :what your name? (Ma che brava!)
Utopia:what'S your name, exactly. (Precisiamo!)
Marty :kosa? (Ti ho solo detto che sei un’asina.)
Marty :my name is martina  (S’era capito)
Marty :tu? (TU sei una demente)
Utopia:il mio nick è Utopia
Utopia:però mi chiamo Caterina
Utopia:do you speak english?
Marty :no (S’era capito anche questo.)
Utopia:ok
Utopia:anni? (Fammi essere un po’ socievole, và. Non bisogna discriminare le razze inferiori.)
Marty :16
Marty :allora nn sei inglese (E qui la grande scoperta. Allora tu sei SERIAMENTE ritardata!)
Marty :!!!!
Marty :anni ?
Utopia:ti ho detto che sono originaria di londra
Marty :ma parli anke italiano? (No, infatti continuo a dialogare in ostrogoto.)
Utopia:ora abito a roma   (Meglio dare una spiegazione che sia, anche se falsa, alla sua portata. Magari se le avessi detto Benevento non l’avrebbe capito che abito in Italia.)
Marty :a cpt
Marty: ti vesti di marca? (Domandona.)
Utopia: certo.
Utopia: Io con quelli che non vestono
firmato non ci parlo proprio! (Ebbè. Ci voleva. :D)
 
 
Non ho parole. Mi rendo conto che la media degli adolescenti al giorno d’oggi sta messa proprio male.
Confortatemi.




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martedì, 06 febbraio 2007 /


Io non sono un delicato ed irripetibile fiocco di neve.
Io sono il sottoprodotto tossico della creazione di Dio.
(Fight Club)
Sei libera di agire quanto un computer programmato.
Sei unica quanto una banconota da un dollaro.
(invisible Monsters)
 
Quante potenzialità sprecate. Quanti neuroni bruciati e salute buttata. Che spreco. Che spreco.
Una come me che potrebbe ora mettersi a studiare e diplomarsi con un dignitosissimo punteggio, per poi scegliere economia e commercio all’università a 20 minuti da casa mia, così faccio contento papà e mamma non si preoccupa. E una volta laureata potrei trovarmi un’onorevole professione da svolgere, così che la mia famiglia possa essere fiera di me, e un ragazzo serio che mi sposi e con il quale mettere al mondo una coppia di adorabili esserini da tirar su sani e moralmente corretti. Una come me che potrebbe realizzarsi.
Dio, che spreco.
Che spreco che tutto quello che una ragazza come me desidera sia l’autodistruzione. E che pena, a guardarmi da fuori. Quella lì si sta rovinando. Bisogna far qualcosa. Quella lì. Io.
A volte, quando mi ritrovo la bocca piena di rimasugli acidi e lo stomaco che spinge, spinge forte, penso, a volte mi prometto addirittura, che devo smetterla, ora. Il disgusto è talmente forte da convincermi che c’è bisogno di cambiare. Ma appena il giorno dopo questi pensieri mi sembrano così lontani da me che li crederei un’illusione.
Dovrei poi davvero cambiare, smetterla? E a che pro?
Che onore, mi dico, che responsabilità e che rimorso avere un ruolo così importante nell’equilibrio di una tranquilla famigliola che potrebbe vivere serena, potrebbe finalmente godere di lunghi anni di sacrifici, potrebbe, se solo.
Se solo.
    Dicono che ogni famiglia abbia i suoi problemi.
                                               Ed ora qui
 
Signore e Signori, ecco a voi Il Problema!
 
Non so che farci. Mi dispiace, ma io non so essere meno problema di così.
.
.
P.S. Questo blog non ha alcun obbligo di periodicità.
Non sono tornata nè sono mai scomparsa.
Ci scrivo quando mi gira, come sempre.
P.P.S. Ovviamente le citazioni sono di "Palachuck", come lo chiama David :)




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[ Amo ]

Sentirmi libera. Credermi indipendente. Autoconvincermi. Disilludermi. Passare ore ad ascoltare musica. Passare le nottate a leggere. La musica in generale, e in particolar modo il punk hardcore. Restare da sola quando ne ho voglia. Avere i miei spazi. Guardare dalla finestra quando fuori piove. Fotografare. Scrivere. Poche persone. Non dipendere da niente tranne che da me stessa.



[ Non Amo ]

Sentirmi obbligata. Fingere di stare bene con gli altri quando ho solo voglia di stare da sola. Prendere responsabilità. Gli impegni. Le dipendenze. I rapporti stabili. Sentirmi esclusa. Essere giudicata sommariamente. Essere sopravvalutata.




[ libri ]

L'insostenibile leggerezza dell'essere(Kundera)- La vita è altrove (Milan Kundera)- La lentezza (Milan Kundera)- Trainspotting (Irvine Welsh)- Colla (Irvine Welsh) -Porno (Irvine Welsh)- Ecstasy (Irvine Welsh)- Questa storia (Baricco)- Seta (Baricco)- Oceano Mare (Baricco)- Luminal (Santacroce)- Destroy (Santacroce)- Baol (Benni)- Il bar sotto il mare (Benni)- Fight Club (Palahniuk)




[ musica ]

Pink Floyd. The Doors. Punkreas. Peter Punk. Negazione. Skruigners. Tear me Down. Dissoluzione. Exploited. Casualties. Sex Pistols. Ramones. Less than Jake. Ska-P. Antiflag. AFI. CCCP. Afterhours. Marlene Kuntz. De Andrè. Led Zeppelin. Korn. Slipknot. Tool. A Perfect Circle.





[ Pensieri ]


"Io non parlavo mai. Anche adesso sono una donna educata, cordiale, ma niente di più. Sono ammutolita in qualche istante dimenticato della mia fanciullezza, e poi non c'è più stato niente da fare. Scrivere ho scritto tanto. Ma scrivere è una forma sofisticata di silenzio." (Alessandro Baricco)

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templatextutti Anche se del template originale è rimasto ben poco, in quanto è stato quasi completamente riadattato ai miei gusti, vi ringrazio comunque
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